mercoledì 12 settembre 2012

MALVA DOMESTICA - Malga neglecta

Fot. Termine Grosso (Bobbiano Travo) – luglio 2003
Malva neglecta Wallr.
Fam. Malvaceae

DESCRIZIONE
La pianta alta  10-50 cm ha i fusti prostrati o eretti. Le foglie sono palmate, lobate e dentellate tutt’attorno; i fiori 2-6 sono riuniti all’ascella delle foglie sono rosa o lilla con  petali lobati .
Fiorisce da maggio ad agosto.

HABITAT
Vegeta su sentieri, incolti, bordi di campi coltivati.
E’ presente in quasi tutta Europa.

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Nella nostra provincia è stata poco osservata e quindi è considerata piuttosto rara.

NOTE
Il nome del genere “Malva”deriva dal greco "malátto" io rammollisco e con "malákhe" emolliente, benevola.
L’aggettivo della specie “neglecta” significa “trascurata”  “dimenticata”

martedì 11 settembre 2012

BALSAMINA GIALLA- Impatiens noli-tangere

Fot. Cattaragna (Ferriere) – agosto 1993
Impatiens noli-tangere L.
Fam. Balsaminaceae

DESCRIZIONE
La pianta è alta 30-80 cm. Il fusto è ramificato, le foglie, alterne, sono ovali, seghettate e lunghe cm 3-10.  I fiori, di color giallo-ovo, punteggiati di rosso all’interno, sono penduli, con sperone ricurvo.  Il frutto è una capsula fusiforme che si distende in  5 valve deiscenti e spiralate.
Fiorisce da luglio ad agosto.

HABITAT
Vegeta nei boschi umidi,  nelle forre ombrose e  sulle rive scoscese dei rivi, ricche di humus.
E’ presente in tutta Italia.

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Rarissima nella nostra provincia, la specie è stata osservata nelle umide forre della Val d’Aveto e in Val  Boreca.

NOTE
Il nome del genere deriva dal latino “Impatiens”e significa "impaziente", per la proprietà elastica del frutto che si apre all'improvviso per espellere i semi; anche l'epiteto della specie, dal latino “noli tangere"= “non toccarmi",  è collegato al fatto che a maturazione il frutto, se toccato, esplode spargendo i semi.

ERBA LATTAIOLA - Euphorbia palustris

Fot. Oasi De Pinedo (Caorso) – maggio 1993.
Euphorbia palustris L.
Fam. Euphorbiaceae

DESCRIZIONE
La pianta, alta 5 – 15 dm è glabra e glauca. Il fusto è eretto e ramoso, le foglie alterne, sessili, da lanceolate a oblanceolate, lunghe 2-6 cm.. di colore verde intenso. fiori, unisessauli, formano un'infiorescenza detta ciazio. Le infiorescenze sono portate in dense ombrelle terminali con 5-8 raggi , sottesi da bratteole giallastre ovali e libere. Il frutto è una capsula tricocca subglobosa di 5-7 mm. di diametro, ricoperta da brevi verruche.
Fiorisce da aprile a giugno.

HABITAT
Vive sulle sponde dei fossi, rivi, paludi e lungo le sponde dei fiumi maggiori.
Presente in Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia,Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo,Molise

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Nel piacentino, una volta comune lungo il Po, è divenuta rara a causa della distruzione degli ambienti e dell’immissione dei pioppeti artificiali con conseguente spargimento di diserbanti e anticrittogamici.

NOTE
E’pianta ormai rara un po’ ovunque, soprattutto a causa della distruzione degli ambienti di crescita.
Il nome del genere”Euphorbia” deriva da "Euphorbos" Euforbo, medico di Giuba re della Numidia, scopritore delle virtù di queste piante.

lunedì 10 settembre 2012

FUSARIA MAGGIORE - Euonymus Latifolius

Fot. Selva (Ottone) – ottobre 1998

Euonymus latifolius Miller
Fam. Celastraceae
DESCRIZIONE
Simile alla Berretta da prete comune è la Fusaria maggiore (Euonymus latifolius).Si distingue per le foglie più grandi e larghe, per i fiori a cinque petali e per i frutti a cinque lobi. Le foglie in autunno si colorono di una tinta rosso-vinosa.
Florisce da maggio a luglio

HABITAT
Vive nei boschi ombrosi delle Alpi e degli Appennini negli aceri-tiglieti e nelle faggete.
HABITAT
Nella provincia di Piacenza è piuttosto raro, vegeta oltre i 1000 m nell’alta Val d’Arda, nei boschi della Val Trebbia e nell’Alta val Nure.
NOTE
Il nome volgare “Fusaggine” deriva
Il nome del genere “Euonymus” deriva
I semi, velenosi per l’uomo sono dispersi ad opera degli uccelli.

BECCO DI GRU MAGGIORE - Erodium ciconium

Fot. Mura di Piacenza- aprile 1985
Erodium ciconiumL’Hér..
Fam. Geraniaceae
DESCRIZIONE
Fusti scanalati con peli patenti ghiandolari; foglie basali lunghe fino a 30 cm. 1-2, pennatosette. I fiori, hanno petali azzurri o violetti, disposti ad ombrella(6-8 f.) con unico peduncolo, ripiegati ed unilaterali. Frutti con lungo becco lungo fino a 7-9 cm..
Fiorisce da marzo a maggio.

HABITAT
Cresce nei pascoli, zone incolte, ruderi, antiche mura.
In Italia è presente in tutte le regioni.

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
In provincia è piuttosto raro. Ultimamente si sono trovate esigue stazioni a Piacenza sulle mura di via Maculani e nel parco della Galleana.

NOTE
Erodium = airone e Ciconium = cicogna per il lungo becco dei frutti
(Il tratto delle antiche mura, su cui è stato osservato anche di recente, è oggetto di interventi di ripulitura e consolidamento, per cui questa unica stazione è da considerarsi a rischio.)E. Romani – Flora Piacentina.

TRIFOGLIO BITUMINOSO - Psoralea bituminosa

Fot. Brodo – zona rocciosa della Pietra Marcia ( Perino)- maggio 2001
Psoralea bituminosa L.
Fam. Leguminosae

DESCRIZIONE
La pianta ha un fusto eretto, striato. Le foglie sono alterne e portate da lunghi piccioli, formate da una coppia di foglie laterali e una centrale leggermente distanziata, hanno forma lanceolata con margine intero, ricoperte da fini peli sericei. I capolini fiorali sono emisferici. Il calice è tuboloso, peloso e dentato, la corolla è papilionacea e di colore violetto,
Fiorisce da marzo a giugno.

HABITAT
Vegeta nei pascoli aridi, negli incolti rocciosi.
E’ presente soprattutto nell’area mediterranea meridionale. Rara in Liguria e nell’Emilia occidentale.

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
In provincia la specie è molto rara e si trova in pochissiome stazioni in ambiente arido.

NOTE
Il nome del genere “Psoralea” deriva dal grecopsoraleos"  = scabbioso, rognoso.
L’aggettivo della  specie “bituminosa” deriva dal latino "bitumen, minis" bitume, asfalto: per l'odore
“È una delle più caratteristiche specie xerofitiche, riconoscibile per il capolino blu-porpora ma soprattutto per l’odore bituminoso molto acuto eguale a quello del petrolio. Di questo singolare profumo se ne erano già accorti greci e romani che la chiamavano "Asfaltio" e la usavano per comporre serti e corone di fiori. Era anche inserita nel ristretto gruppo delle piante magiche dagli effetti “portentosi”, almeno secondo le testimonianze di Pitagora e Democrito citate da Plinio. (www.isolacametivorrei.com)”

giovedì 6 settembre 2012

ASTRAGALO DEL M: SIRINO - Astragalus sirinicus

Fot. m. Lesima (Zerba))– maggio 2011
Astragalus sirinicus  Ten.
Fam. Leguminosae

DESCRIZIONE
E’ una pianta con fusti legnosi ascendenti e lunghe spine molli erette. Le foglie sono imparipennate 5-8 cm, verdi-argentine, con 15-19 segmenti ellittici, acuti ed asse spinoso.
I fiori giallo-biancastri sono disposti in racemi densi e corti 2-3 cm, su peduncoli di)3-6 cm; il calice di 5 mm, ha i denti lunghi la metà del tubo e peli appressati misti a radi peli patenti. Il frutto è un legume ovoide, lanoso con peli persistenti fino a maturità.
Fiorisce da fine maggio a luglio.

 HABITAT
La specieè presente sugli Appennini  centro-meridionali, rarissima (endemica) sugli Appennini settentrionali.
Vive in luoghi erbosi aridi e sassosi del piano montano, nella zona appenninica

DISTRIBUZIONE PROVINCIALE
Nella provincia di Piacenza è stata individuata un’unica stazione con limitati esemplari sul m. Lesima al confine con la provincia di Pavia. La stazione è minacciata di estinzione per la costruzione di un enorme stazione radar.

NOTE
Il nome della specie ”Astragalus” deriva dal greco "astrágalos" astragalo, un osso del tarso a cui si richiama probabilmente la forma spigolosa dei semi.
L’aggettivo della specie ”sirinicus” deriva da "siren, enis" sirene: delle sirene oppure dai monti
Sirini.